É vero che il Venezuela ha annullato tutti gli ordini di vendita di petrolio ai paesi occidentali?

Checked on January 6, 2026
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Executive summary

La narrativa secondo cui il Venezuela ha "annullato tutti gli ordini di vendita di petrolio ai paesi occidentali" non trova conferma netta nelle fonti disponibili: la maggior parte dei report indica che le vendite verso l'Occidente sono state pesantemente ridotte da sanzioni e da azioni esterne, e che i flussi sono oggi fortemente orientati verso la Cina, ma non che Caracas abbia formalmente cancellato per conto proprio l’intera clientela occidentale [1] [2] [3].

1. L'assetto attuale delle esportazioni venezuelane: orientamento verso l'Asia

I dati e i reportage concordano sul fatto che negli ultimi anni il petrolio venezuelano è stato in larga parte venduto a buyer asiatici, in particolare la Cina, che nel 2024 avrebbe assorbito tra il 69% e l'80–90% delle esportazioni venezuelane nei vari report citati, con spedizioni su scala significativa verso porti cinesi [3] [1] [2].

2. Sanzioni, quarantene e interventi esterni che hanno ridotto l'accesso occidentale

Le restrizioni statunitensi, le licenze limitate e misure di "quarantine" sulle esportazioni hanno di fatto escluso Caracas da canali finanziari e commerciali occidentali, rendendo difficile per la Venezuela vendere a clienti occidentali, e costringendo PDVSA a lavorare con partner esterni e rotte alternative [4] [2] [5].

3. Disagi e interruzioni: reportage contrastanti sulle esportazioni immediate

Ci sono reportage che parlano di una paralisi o di una sospensione delle esportazioni in seguito agli eventi politici e militari di inizio gennaio 2026, con fonti che riferiscono serbatoi e navi di stoccaggio che si riempiono e navi ferme [6]. Tuttavia queste narrazioni sono pubblicate in fonti con toni polarizzati e non tutte le testate istituzionali citano una "cancellazione totale" delle vendite; anzi, analisti e agenzie segnalano riduzioni strutturali di accesso, non una rinuncia volontaria e completa da parte del governo venezuelano [7] [4].

4. La presenza residua di forniture occidentali e la posizione delle majors

Alcune fonti indicano che compagnie come Chevron continuano ad avere una presenza limitata in Venezuela, grazie a licenze statunitensi, e che volumi ridotti verso raffinerie statunitensi sono ancora stati stimati nell'ordine di decine di migliaia di barili al giorno prima della recente escalation; ciò contraddice l'idea che tutte le "vendite" occidentali siano state formalmente annullate dal Venezuela stesso [7] [8].

5. Disinformazione, linguaggio politico e interpretazioni strategiche

Più articoli utilizzano un linguaggio estremizzato (parlano di "blocco totale", "cattura di Maduro", o di "stop alle forniture agli Stati Uniti") e provengono da fonti con chiara coloritura politica; queste narrazioni possono trasformare restrizioni esterne o sospensioni operative in affermazioni di scelte sovrane nette da parte di Caracas, amplificando la percezione che il Venezuela abbia deliberatamente "annullato" tutti gli ordini occidentali — un salto logico non supportato uniformemente dalla reportistica [9] [6] [10].

6. Impatto sul mercato e quadro più ampio

Gli analisti ricordano che, nonostante le riserve gigantesche venezuelane, la produzione effettiva resta ben al di sotto dei livelli storici e il rientro sul mercato occidentale sarebbe complesso e graduale anche in assenza di sanzioni, per motivi tecnologici e di infrastrutture; inoltre OPEC+ ha scelto di mantenere invariata la produzione collettiva, riducendo l'impatto immediato sui prezzi globali [4] [3] [9].

7. Conclusione: cosa si può dire con certezza

Le fonti mostrano chiaramente che l'accesso del petrolio venezuelano ai mercati occidentali è stato fortemente limitato da sanzioni, misure di interdizione e da scelte commerciali che hanno spostato i flussi verso l'Asia; tuttavia non c'è una prova coerente e unanime che Caracas abbia formalmente "annullato tutti gli ordini di vendita ai paesi occidentali" come atto amministrativo unilaterale e universale — le evidenze parlano piuttosto di esclusione, interruzione e riorientamento dei flussi per ragioni politiche e finanziarie [2] [1] [5].

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