Commentatori che hanno effettuato previsioni corrette sull'andamento degli ETF nel 2022 per il 2023

Checked on January 9, 2026
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Executive summary

1. Metodo e portata della domanda: La richiesta riguarda chi — tra commentatori e case d’analisi — ha formulato nel 2022 previsioni sull’andamento degli ETF che si sono rivelate corrette per il 2023; per rispondere occorre confrontare le previsioni pubblicate a fine 2022 con i risultati e i trend osservati nel 2023 così come documentati dalle fonti di mercato e dagli issuers di ETF; le evidenze disponibili mostrano soprattutto previsioni valide a livello di flussi e domanda di mercato piuttosto che su performance puntuali di singoli ETF (limite imposto dalle fonti disponibili) [1] [2].

2. I “vincenti” a livello macro: UBS e l’ipotesi di ripresa dei flussi: UBS e materiali collegati hanno previsto una stabilizzazione e un ritorno di flussi verso ETF core e una crescita della domanda retail e intermediata, ipotesi che trova riscontro nei dati sugli afflussi netti del 2023, indicati come molto robusti (con il 2023 descritto come il secondo migliore per afflussi fino a novembre) e con massicci afflussi in alcune fasi dell’anno come gennaio e novembre — quindi la previsione sul recupero dei flussi è stata, per la dimensione e la direzione, confermata [1] [2].

3. Previsioni tematiche e settoriali: indicazioni parzialmente corrette (Franklin Templeton, Amundi): Alcuni commentatori istituzionali hanno evidenziato tendenze settoriali che si sono manifestate nel 2023, come il revival delle azioni a dividendo in Europa segnalato da Franklin Templeton, osservazione coerente con l’attenzione degli investitori verso segmenti difensivi e reddito dopo la volatilità del 2022; analogamente Amundi ha pubblicato outlook che accompagnavano la transizione dal 2022 al 2023 offrendo scenari di selezione degli ETF più adatti per la ripresa, quindi queste previsioni tematiche sono state in larga misura validate sul piano dell’orientamento degli investitori, sebbene le fonti non forniscono verifiche quantitative complete per ogni singolo tema [3] [4].

4. Dove le previsioni hanno inciampato: performance puntuali e timing: Le fonti consultate mostrano un consenso su flussi e preferenze ma non dispongono di pronostici puntuali e universalmente verificabili su performance singole degli strumenti; molte analisi istituzionali si concentrano su afflussi, riallocazioni e tendenze (es. maggiore interesse per ETF core e sostenibili) più che su rendimenti precisi, perciò non è possibile attribuire “correttezza” assoluta a chi aveva indicato il comportamento di un preciso ETF o la tempistica esatta dei recuperi senza dati di performance dettagliati nelle fonti disponibili [1] [2] [5].

5. Esempi concreti e limiti delle prove: UBS e comunicati commerciali che sintetizzano i numeri di mercato sono le evidenze migliori per dire che le loro previsioni macro sui flussi si sono realizzate, con il 2023 che figura tra gli anni migliori per afflussi netti dopo il 2021 secondo reportage collegati a UBS; altre fonti come siti specialistici e database ETF confermano che il mercato ha visto forte attività e riconfigurazione degli asset, ma molte pubblicazioni (broker, blog e community) offrono idee e previsioni a scopo informativo e non sistematicamente verificabile come pronostici vincenti [1] [2] [6] [7].

6. Conclusione pratica e avvertimento: La valutazione più solida dalle fonti è che le previsioni macro-strategiche fatte da grandi gestori e provider — in particolare l’aspettativa di ripresa dei flussi verso ETF core e di un interesse continuato per temi come dividendi o difesa — sono state confermate da dati sugli afflussi e dal comportamento del mercato nel 2023; tuttavia, le fonti disponibili non permettono di verificare, per ogni singolo commentatore, la precisione di previsioni su rendimenti specifici, per cui la designazione di “chi ha fatto previsioni corrette” deve restare circoscritta alle indicazioni di direzione e domanda di mercato documentate [1] [2] [3] [5].

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