Quali etf si sono svalutati maggiormente nell'ultimo anno
Executive summary
Negli ultimi dodici mesi non emerge un singolo elenco completo e aggiornato nelle fonti fornite, ma l’analisi delle rilevazioni di Morningstar e dei resoconti settoriali indica che alcuni ETF tematici e settoriali — in particolare prodotti giovani legati alla difesa, al quantum computing e ad alcuni segmenti energetici/midstream — hanno registrato i cali più marcati su base mensile e, in alcuni casi, su base annua; al contempo, alcuni ETF monetari e quelli esposti al dollaro hanno subito perdite legate a movimenti valutari e tassi [1] [2] [3] [4]. Le fonti non forniscono una classifica unica e completa dei “peggiori” a 12 mesi per tutti gli ETF disponibili, quindi l’analisi si concentra sui fondi segnalati esplicitamente come fra i più deboli nelle serie riportate.
1. I verdetti di Morningstar: difesa e temi di nicchia nei peggiori mensili
Nel report di Morningstar sui peggiori della fine 2025 emergono ETF tematici e settoriali che hanno registrato forti perdite nei mesi considerati: ad esempio l’HANetf ICAV - Future of European Defence Screened UCITS ETF è stato segnalato con un calo del 22,07% in un mese e si è piazzato fra i peggiori mensili, sebbene essendo un prodotto lanciato nell’aprile 2025 non disponesse di un rendimento a 12 mesi verificabile [2]. Analogamente, Morningstar cita il WisdomTree Europe Defence UCITS ETF tra i peggiori del periodo mensile e indica che nell’ultimo anno il fondo era sceso del 2,31% [1]. Questi dati mostrano come i prodotti difesa, spesso giovani e con bassa storicità, abbiano evidenziato volatilità negativa nei periodi di riferimento [1] [2].
2. Tematici ad alta volatilità: quantum, gaming e midstream energetico
Altri ETF tematici comparsi nelle classifiche negative includono il WisdomTree Quantum Computing UCITS ETF, che ha segnato una perdita significativa nel mese di riferimento (-14,58% nel report), mentre il VanEck Video Gaming and eSports UCITS ETF è stato tra i peggiori mensili per performance negativa, sebbene alcuni di questi prodotti mostrassero su 12 mesi performance positive in altri report [2] [1]. L’Alerian Midstream Energy Dividend UCITS ETF è stato inoltre citato come uno dei fund con peggiori risultati mensili e figura tra i nomi che hanno sofferto nel periodo esaminato [1]. La narrativa è chiara: ETF tematici e settoriali, soprattutto quelli lanciati di recente, possono registrare oscillazioni estreme e occupare le posizioni di “peggiori” su base mensile anche se il track record a 12 mesi non è sempre disponibile [1] [2].
3. Forze macro che hanno amplificato le perdite: valuta e tassi
I movimenti valutari e la dinamica dei tassi nel 2025 hanno inciso sulle performance degli ETF: la svalutazione del dollaro rispetto all’euro ha assorbito gran parte dei rendimenti degli indici statunitensi e internazionali per gli investitori denominati in euro, erodendo il risultato netto di molti ETF esposti a mercati Usa [4]. Parallelamente, gli ETF monetari e cash-like hanno visto rendimenti comprimersi con la normalizzazione o riduzione dei tassi, influenzando negativamente alcuni prodotti cash e obbligazionari a breve termine [3]. Queste dinamiche macro spiegano parte delle perdite nei fondi che replicano indici esteri o che dipendono fortemente dai tassi di interesse [4] [3].
4. Limiti delle fonti e conclusione pratica per l’investitore
Le fonti disponibili non contengono una classifica esaustiva aggiornata al giorno odierno dei peggiori ETF a 12 mesi per l’universo europeo o globale; Morningstar evidenzia i peggiori mensili e segnala alcuni rendimenti a 12 mesi quando disponibili, ma molti ETF citati sono troppo nuovi per avere un track record completo [1] [2]. Di conseguenza, le evidenze puntano a: (a) ETF tematici/settoriali lanciati di recente (difesa, quantum, gaming, midstream) tra i più colpiti nei mesi; (b) impatti valutari e da tassi su ETF esposti al dollaro o a cash products [1] [2] [4] [3]. Per una lista precisa dei “più svalutati nell’ultimo anno” serve consultare una banca dati ETF aggiornata che riporti i rendimenti a 12 mesi per ciascun ticker/ISIN.