Chi applica il diritto se alla fine gli eserciti maggiori sono proprio quelli che lo violano?

Checked on January 5, 2026
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Executive summary

Quando gli eserciti più potenti violano il diritto internazionale umanitario (DIU), l’applicazione non resta affidata a un singolo "poliziotto mondiale": il sistema è multi-attore e frammentato, combinando procedure nazionali, meccanismi internazionali e organi neutrali come il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) che monitorano e promuovono il rispetto delle regole di guerra [1] [2]. Tuttavia, la pratica mostra che efficacia e responsabilità dipendono dalla volontà politica degli Stati, dalla competenza delle corti internazionali e dalla cooperazione tra attori come l’UE, l’ONU e le giurisdizioni nazionali, con ampie zone d’impunità quando questi elementi mancano [3] [4].

1. Il principio: il diritto si applica a chiunque partecipi al conflitto

Il DIU è formulato per essere obbligatorio per tutti i partecipanti a un conflitto armato, indipendentemente dalla legittimità della causa o dalla forza militare coinvolta, e le violazioni gravi sono considerate crimini di guerra [1] [2]. Questo principio universale prova a neutralizzare l’argomento che le forze maggiori siano esenti dalla legge, ma la norma di per sé non garantisce esecuzione automatica: richiede attori istituzionali che accertino e perseguano le violazioni [1].

2. Stati e tribunali nazionali: prima linea di applicazione e grande variabilità

Gli Stati sono primariamente obbligati a perseguire penalmente o estradare presunti autori di gravi violazioni del DIU (principio aut dedere aut judicare), e in teoria le forze armate sono soggette alle stesse regole e sanzioni previste dal diritto penale nazionale e militare [1] [5]. In pratica, la capacità e la volontà degli Stati di indagare e giudicare i propri militari variano ampiamente, creando spazi di impunità quando interessi politici o protezioni istituzionali ostacolano l’azione [6].

3. Meccanismi internazionali: corte penale, Corte internazionale e inchieste multilaterali

Per i casi più gravi esiste una rete di strumenti internazionali: la Corte penale internazionale (CPI) può perseguire individui quando gli Stati non lo fanno, la Corte internazionale di giustizia tratta responsabilità statale e organi dell’ONU o commissioni d’inchiesta possono accertare fatti e raccomandare azioni [4] [7]. L’Unione Europea, ad esempio, promuove la lotta all’impunità, sanzioni e cooperazione con il CICR e l’ONU per accertare violazioni del DIU, ma questi rimedi dipendono dall’adesione e dalla cooperazione degli Stati membri e terzi [8] [3].

4. Il ruolo del CICR e degli osservatori neutrali nell’accertamento

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa è riconosciuto come attore neutrale nel monitoraggio e nella consulenza sull’applicazione del DIU, e fornisce valutazioni tecniche e assistenza alle istituzioni che devono stabilire se sono avvenute violazioni rilevanti [8] [2]. Questi attori non hanno potere punitivo diretto, ma la loro documentazione è spesso fondamentale per avviare procedimenti nazionali o internazionali [3].

5. Ostacoli pratici: politica, prova e natura dei conflitti moderni

L’applicazione si scontra con ostacoli concreti: interesse politico a proteggere forze nazionali, difficoltà di accertamento in teatri combattuti, e la compresenza di norme di diritto umanitario e di diritti umani che richiedono interpretazioni complesse in situazioni ibride o non internazionali [2] [9]. Inoltre, il repertorio storico mostra che risarcimenti o condanne statali sono relativamente rari e spesso dipendono dall’esito politico del conflitto o da pressioni internazionali [7].

6. Chi, dunque, applica il diritto quando i grandi eserciti lo violano?

La risposta è collettiva e contingente: formalmente lo fanno gli Stati attraverso i loro tribunali e le corti internazionali quando vengono attivate, mentre organi come il CICR, l’ONU e l’UE svolgono funzioni di accertamento, pressione politica e coordinamento di misure come sanzioni o rinvii alla CPI; nella realtà, l’effettiva applicazione dipende dalla combinazione di volontà politica, cooperazione internazionale e capacità giudiziaria, e quando questi mancano prevale l’impunità [1] [4] [3]. Le fonti consultate documentano il quadro normativo e gli strumenti esistenti ma non possono misurare in modo uniforme la loro efficacia in ogni singolo caso concreto.

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Quali sono i casi recenti in cui la Corte penale internazionale ha indagato violazioni commesse da eserciti statali?
Come funziona il principio aut dedere aut judicare nella pratica e quali Stati lo applicano raramente?
Qual è il ruolo del Comitato Internazionale della Croce Rossa nelle inchieste sui crimini di guerra e come vengono usate le sue relazioni?