Qual é la posizione del Brasile relativamente alla situazione in Venezuela?
Executive summary
Il Brasile, guidato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, ha condannato con fermezza l'azione militare statunitense in Venezuela definendola una «gravissima offesa» alla sovranità nazionale e una violazione inaccettabile del diritto internazionale, pur dichiarandosi disponibile a promuovere il dialogo e la cooperazione per una soluzione politica; il governo ha inoltre promosso iniziative diplomatiche regionali come la convocazione della CELAC e un intervento presso organismi multilaterali per arginare l'escalation [1] [2] [3].
1. Condanna netta dell'intervento e richiamo al diritto internazionale
Il presidente Lula ha etichettato l'attacco e la cattura di Nicolás Maduro come una «violazione della sovranità» e ha avvertito che usare la forza fuori dal quadro multilaterale apre la strada a «violenza, caos e instabilità», argomentando che le norme internazionali non ammettono eccezioni basate su interessi politici o ideologici [1] [3].
2. Azione diplomatica regionale: convocate CELAC e consulti multilaterali
Nel giorno successivo all'operazione, il Brasile ha chiesto una riunione urgente della Comunità degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) per costruire una posizione comune sulla crisi e ha partecipato a iniziative congiunte con altri paesi dell'area, firmando comunicati che condannano le azioni militari unilaterali e chiedono soluzioni negoziate [2] [4].
3. Posizione nelle sedi internazionali: Avvertimento all'ONU e rifiuto dell'uso della forza
A New York l'ambasciatore brasiliano ha posto l'accento sul rispetto della Carta dell'ONU e ha definito il Sud America «zona di pace», denunciando il rischio di ritorno a logiche di sfere di influenza e sollecitando risposte multilaterali invece di interventi unilaterali [5] [3].
4. Misure pratiche e preoccupazioni per la stabilità regionale
Il governo brasiliano ha preso misure di sicurezza al confine, dispiegando forze per monitorare la situazione e preparando risposte operative di emergenza per possibili flussi migratori, mentre il ministero degli Esteri ha dichiarato che, in assenza di Maduro, la vicepresidenza (Delcy Rodríguez) assume la funzione di guida ad interim — posizionamento che riflette la volontà di gestire la crisi anche sul piano pratico e istituzionale [6] [7] [8].
5. Coerenza e contraddizioni: non riconoscimento pregresso ma rifiuto dell'intervento
Pur non avendo riconosciuto la legittimità delle ultime elezioni di Maduro, il Brasile ha ribadito che questa non giustifica un intervento militare straniero e che la soluzione deve essere politica e guidata dai venezuelani stessi, segnalando una linea diplomatica che distingue il dissenso sulle pratiche elettorali dalla legittimazione di atti di forza esterni [6] [1] [4].
6. Il contesto regionale e gli avversari politici: spaccature e agende
La posizione brasiliana si inserisce in una America Latina spaccata: alcuni governi come quello di Javier Milei in Argentina hanno celebrato la cattura di Maduro, mentre altri (Cile, Messico, Colombia, Uruguay) si sono allineati con il rifiuto dell'uso della forza; contemporaneamente grandi potenze come Cina e Russia denunciano la violazione della sovranità con obiettivi diversi, mettendo in luce come interessi economici e geopolitici (BRICS, rotte commerciali, risorse energetiche) influenzino retoriche e azioni [6] [3] [9].
7. Motivazioni geopolitiche e implicite agende brasiliane
Dietro la denuncia di Lula per il rispetto del multilateralismo si leggono interessi geopolitici: il Brasile cerca di posizionarsi come leader regionale che evita la normalizzazione di interventi esterni, protegge il principio di non ingerenza e difende il suo ruolo nei BRICS e nel continente; tali posizioni domestiche e internazionali sono riportate da analisti e editoriali che evidenziano anche tensioni su adesioni ai BRICS e rapporti con Washington [10] [11].
Conclusione: posizione ferma ma orientata al dialogo
La linea brasiliana combina una condanna netta dell'azione militare e un richiamo al diritto internazionale con iniziative diplomatiche per coordinare una risposta regionale e salvaguardare la stabilità,—un approccio che rifiuta la forza esterna pur riconoscendo l'assenza di legittimità di alcune pratiche venezuelane, e che riflette interessi sia di principio che strategici nel contesto del nuovo equilibrio geopolitico latinoamericano [1] [4] [3].