Python è stato basato su C++
Executive summary
Python non è stato basato su C++: il linguaggio è stato concepito da Guido van Rossum come successore del linguaggio ABC e la sua filosofia e sintassi derivano da quelle radici, non da C++ [1]. Tuttavia esiste una stretta relazione pratica tra Python, il C e il C++: l’implementazione più diffusa e gli strumenti d’interoperabilità spesso coinvolgono codice C/C++, e ci sono transpiler e binding che collegano i due mondi [2] [3] [4].
1. Origini e progettazione: Python nasce dall’ABC, non da C++
Le radici storiche di Python risalgono al lavoro di Guido van Rossum al CWI nei Paesi Bassi e il linguaggio è stato concepito come successore di ABC, ereditandone obiettivi come la leggibilità e il supporto a paradigmi multipli; non esistono evidenze primarie che indichino C++ come base progettuale o ispirazione primaria del linguaggio [1].
2. Implementazioni e pratica: perché C/C++ compaiono spesso nell’ecosistema Python
Nell’ecosistema Python la relazione con C/C++ è molto pratico-operative: molte librerie native, binding e perfino l’implementazione di riferimento (citata comunemente come CPython nelle comunità) interagiscono con o sono scritte in linguaggi di sistema come C/C++; di conseguenza gli strumenti per interfacciarsi con codice C/C++ — come CFFI, SWIG o pybind11 — sono centrali per estendere Python o ottenere prestazioni maggiori [3] [4].
3. Transpiler, compilatori e miti: “Python → C/C++” non significa che Python sia basato su C++
Esistono transpiler e progetti che traducono codice Python in C o C++ oppure generano eseguibili nativi per motivi di prestazioni, distribuzione o offuscamento — esempi e discussioni su Stack Overflow segnalano strumenti che arrivano a produrre codice C/C++ o eseguibili nativi, ma questi sono strumenti sovrapposti e non prove che Python sia “basato” su C++ a livello concettuale [2].
4. Confronto linguistico e fraintendimenti comuni
Confronti divulgativi tra Python e C++ sottolineano differenze nell’approccio: Python pone l’accento sulla semplicità della sintassi, tipizzazione dinamica e produttività mentre C++ privilegia il controllo di basso livello e la gestione esplicita della memoria; questi confronti spiegano perché gli sviluppatori scelgono l’uno o l’altro, ma non traducono in una derivazione storica di Python da C++ [5].
5. Quando “basato su” diventa fuorviante: distinguere progetto, implementazione e interfaccia
Dire che “Python è basato su C++” confonde tre piani distinti: l’ispirazione di linguaggio e grammatica (storicamente legata ad ABC, non a C++), l’implementazione/implementazioni pratiche (che possono essere in C/C++), e l’interoperabilità tecnica (binding, transpiler, wrapper). Le fonti mostrano molta interoperabilità tecnica ma non un’origine del design in C++ [1] [3] [2].
6. Agenda e punti di vista alternativi
Alcuni articoli o discussioni tecniche enfatizzano la presenza di C/C++ nell’ecosistema Python per sottolineare opportunità di ottimizzazione o compatibilità binaria, il che può alimentare l’errata impressione che Python derivi da C++; le fonti tecniche consultate — community Q&A e guide su binding — tendono a promuovere soluzioni pratiche (migrazione di codice, integrazione) più che a discutere genealogie storiche [2] [3] [4].
7. Conclusione netta
La risposta diretta è dunque no: Python non è stato basato su C++; è stato concepito come successore di ABC e la sua identità linguistica non proviene da C++; tuttavia, nella pratica quotidiana e nello sviluppo di applicazioni, C e C++ giocano un ruolo importante nell’implementazione di runtime, librerie e strumenti di integrazione, generando legami tecnici stretti ma non storici [1] [3] [2].