É vero che il Venezuela ha annullato tutti gli ordini di vendita di petrolio ai paesi occidentali dopo il rapimento di Maduro?

Checked on January 6, 2026
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Executive summary

Non: le fonti disponibili non confermano che il Venezuela abbia formalmente «annullato tutti gli ordini di vendita di petrolio ai paesi occidentali» dopo il rapimento di Nicolás Maduro; piuttosto, la documentazione giornalistica descrive un blocco operativo e sanzioni che hanno paralizzato molte esportazioni verso canali occidentali, la partenza di petroliere soggette a sanzioni e una forte riduzione della capacità di vendita del Paese, con destinazioni già fortemente orientate verso la Cina [1] [2] [3].

1. Il quadro operativo: non un decreto di cancellazione, ma un blocco e limitazioni alle navi

I reportage parlano ripetutamente di un blocco delle petroliere legate al Venezuela imposto dagli Stati Uniti e di petroliere «ferme» o bloccate che hanno paralizzato le vendite piuttosto che di un ordine formale di Caracas che cancelli contratti con Occidente [1] [4] [5]. Diverse società di sorveglianza marittima hanno documentato l’allontanamento di almeno 16 petroliere sottoposte a sanzioni dalle acque venezuelane dopo la cattura di Maduro, e testate come La Repubblica e Formiche riferiscono che le vendite sono «ferme» a seguito del blocco navale e delle misure statunitensi [2] [1] [4].

2. Le esportazioni erano già orientate e vulnerabili: la Cina come mercato principale

Analisi del profilo delle esportazioni indicano che il Venezuela esportava in misura massiccia verso la Repubblica Popolare Cinese (circa il 69% nel 2024), il che riduce la portata di un’ipotetica «cancellazione» verso l’Occidente ma aumenta la vulnerabilità al blocco dei canali finanziari e shipping imposti dagli Usa [3]. Fonti critiche sottolineano che, indipendentemente dall’operazione militare, il settore è fragile per infrastrutture obsolete, dipendenza da partner come la Cina e sanzioni che limitano l’accesso ai mercati occidentali e ai canali finanziari [3].

3. Mercati e produzione: contenimento dell’impatto sul prezzo, ma paralisi delle vendite

I commentatori economici e le agenzie di informazione registrano che i mercati petroliferi hanno reagito con relativa calma: il Venezuela rappresenta oggi meno dell’1% della produzione globale, nonostante riserve enormi, e pertanto l’impatto sui prezzi è stato contenuto nel breve termine; al tempo stesso, PDVSA ha dovuto ridurre produzione e chiedere la chiusura di gruppi pozzi per accumulo di greggio e mancanza di diluenti, segnando una paralisi operativa delle esportazioni piuttosto che una cessazione volontaria degli ordini [1] [6] [2]. L’Agenzia internazionale dell’energia e le analisi di mercato citate mostrano inoltre come un surplus globale abbia attenuato il possibile shock [6] [7].

4. Narrazioni concorrenti e rivendicazioni politiche: «stop alle forniture all’Occidente» vs evidenze

Alcune pubblicazioni e commentatori pro-Maduro o critici degli Usa sostengono che il Venezuela abbia esplicitamente smesso di fornire petrolio agli Stati Uniti e all’Occidente per favorire la Cina, e interpretano l’azione americana come motivata dal petrolio [8] [9]. Tuttavia, le fonti principali raccolte non documentano un atto formale di Caracas che annulli «tutti gli ordini» verso i paesi occidentali; piuttosto mostrano una combinazione di misure di coercizione esterna (sanzioni, blocco navale) e problemi strutturali interni che hanno interrotto o limitato le vendite verso certi mercati [1] [4] [3].

5. Conclusione e limiti delle evidenze

La rappresentazione più prudente delle fonti è che le esportazioni verso paesi occidentali sono state fortemente ostacolate da un blocco navale, sanzioni e la paralisi operativa di PDVSA, non che il Venezuela abbia emanato un provvedimento generale di «cancellazione di tutti gli ordini» verso l’Occidente; le fonti citate documentano blocchi, petroliere sotto sanzione, riduzioni di produzione e shift verso la Cina, ma non riportano un decreto ufficiale di Caracas che annulli tutti i contratti di vendita agli stati occidentali, e perciò non si può sostenere questa specifica affermazione alla luce delle evidenze disponibili [1] [2] [3].

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